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Quegli eroi che liberarono l'arte
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Si può rischiare la vita per liberare un’opera d’arte? La risposta è nell’affermazione del maggiore Keller della MFAA (Monuments, Fine Arts, and Archives):

«Dato che le Belle Arti non sono commestibili, non forniscono calore ai freddolosi, luce a chi vive al buio, acqua a chi desidera cucinare e lavarsi, dobbiamo trovare un motivo che vada oltre i bisogni primari dell’essere umano per salvaguardarle durante un conflitto […]. Il capitano Keller spera che la missione di questa sessione (la MFAA, n.d.r.) abbia contribuito a mantenere agli occhi degli americani e dei loro alleati un senso di civiltà e una sensibilità nei confronti dei più eccelsi prodotti della mente e delle emozioni umane […]. È un onore più che sufficiente per un unico individuo».

La MFAA è stata una task force militare organizzata dagli Alleati durante la Seconda guerra mondiale per proteggere i beni culturali e le opere d'arte nelle zone di guerra. I componenti del programma sono noti come i Monuments Men e a loro si deve il ritrovamento e la liberazione di innumerevoli opere d’arte sottratte dai nazisti. La ERR ( Einsatzstab Reichsleiter Rosemberg) era una organizzazione nazista che tra le altre cose aveva il compito di saccheggiare – su ordine di Hitler – Chiese, Musei, istituzioni e case private per sottrarre e rubare innumerevoli opere d’arte. Opere come la "Dama con l’ermellino" di Leonardo da Vinci a Cracovia, "L’astronomo" di Vermeer a Parigi etc. Questo fu fatto in modo sistematico in tutta l’Europa occupata dai nazisti. In Italia successe praticamente la stessa cosa, ma – non essendo l’Italia occupata ma alleata – Mussolini consentiva l’acquisto a prezzi irrisori di opere d’arte di inestimabile valore da parte di Hilter o Goring. Un’operazione praticamente di svendita di opere rappresentanti l’identità storica italiana.

Un’operazione fatta da chi – invece – avrebbe dovuto difendere il patrimonio italiano. Le ruberie erano spesso compiute da singoli esponenti come Goring nei confronti dei musei napoletani. Il colonnello delle SS Langsdorff si appropriò di opere di Cranach in modo fraudolento, raggirando il sovrintendente Giovanni Poggi degli Uffizi. Così come collezioni fiorentine vennero trasferite in Alto Adige dove esisteva un vero e proprio deposito di opere d’arte in partenza per la Germania. Tutto questo con la parvenza della legittima appropriazione.

Un rapporto della RAF (Royal Air Force) dopo la resa dei tedeschi recita «una strana storia, tipicamente tedesca, di buone intenzioni mescolate ad opportunismo […] degenerata in un piano per arricchire il Reich a spese dell’Italia». L’ultima fase della guerra con l’avanzata degli alleati rese oltremodo violento il conflitto con i tedeschi. Molti grandi monumenti che ora vediamo a testimonianza della cultura italiana vennero distrutti come i ponti di Firenze, l’Abbazia di Montecassino, Padova con gli affreschi del Mantegna, Milano con la distruzione del Teatro alla Scala e così per altre opere architettoniche. Subito dopo la guerra fu definito da parte del Governo italiano il programma di recupero delle opere italiane trafugate dai nazisti. In tale occasione, lo storico dell’arte Lionello Venturi (personaggio di alto profilo intellettuale e con rapporti ricchissimi con gli alleati) ne fu l’incaricato responsabile.

La celebrazione del 25 Aprile ha tanti significati, uno di questi è la liberazione delle opere d’arte trafugate. Ciò determina l'importanza della tutela del Patrimonio Culturale e dunque della libertà dei più alti valori dell’uomo.

 La MFAA – seguita poi dalla creazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite – costituisce il primo riconoscimento verso il più grande tesoro che l’arte rappresenta: la libertà di pensiero e l’impatto sociale che ne deriva. Da lì la nascita dell’ICOM (International Council of Museums) è storia.


Redazione Moondi



Foto di copertina: scena tratta dal film "Monuments Man" di George Clooney del 2014
Foto in basso: soldati americani della missione MFAA
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