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Chiesa di Sant'Andrea a Buccheri
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Scopriamo insieme le bellezze dimenticate e la storia della chiesa di Sant'Andrea a Buccheri


Non poteva esserci luogo migliore degli Iblei per la chiesa di Sant’Andrea, ubicata a 5 Km da Buccheri. È quasi un miracolo che la chiesa sia rimasta sostanzialmente indenne dal terremoto del 1693 che devastò proprio questo tratto della Sicilia. Qui si percepisce la parte intima e spirituale siciliana, dove il tempo scorre in modo naturale e – col suo trascorrere – non deturpa l’ambiente, le case, e chiese come questa. Il tempo accarezza i muri e non fa violenza.

Oltre alle calamità naturali, l'incuria dell’uomo contribuisce alla rovina dei luoghi che egli stesso ha costruito e si trasforma in polvere sulla memoria. Memoria che di conseguenza si affievolisce sempre più, fino al rischio di scomparire. La Chiesa di Sant’Andrea faceva parte di un casale di cui si ha testimonianza archeologica. Tale casale era nelle vicinanze di Buccheri e – stando alle annotazioni del geografo e viaggiatore arabo alla corte di Ruggero II, Ibn Idrisi's (noto anche come Edrisi) – la cittadina prende il nome da Bukir ovvero “paese importante a soggiorno popoloso”. Termine di probabile origine musulmana.

Questi luoghi a forte preminenza islamica contemplavano la tipologia di abitazione che noi chiamiamo “casale” e che in arabo è chiamato rahal. Con menzil inteso come “stazione” o “tappa”, invece si definiva il complesso di casali, ovvero un feudo articolato dal nome Rachalmemi. Il casale, al tempo della iniziale dominazione normanna in Sicilia, servì come presidio cristiano in un vasto territorio fondamentalmente musulmano.

Giorgio Flaccavento uno studioso che nel 1978 pubblicò il primo studio archeologico in epoca vicina alla nostra e che per questo gli si attribuisce la riscoperta della chiesa di Sant’Andrea afferma: «[...] deve ritenersi costruita da maestranze cistercensi su commissione di Federico II in relazione alla sua politica di restaurazione religiosa. La sua fondazione, parallelamente a quella della Basilica del Murgo, cadrebbe negli anni di repressione della grande rivolta saracena, dal 1220 al 1225».

Nel periodo che va dal 1220 al 1240 vi è una intensa attività costruttiva che vede la nascita del Castello di Maniace a Siracusa, della Basilica del Murgo e dell’Abbazia di Santa Maria di Roccadia. In questi cantieri probabilmente lavoravano le stesse maestranze che adottavano tecniche di costruzione e stili architettonici simili. È privo di fondamento affermare che Federico II insediò religiosi teutonici per combattere i saraceni del luogo; non vi è alcun documento giustamente interpretabile che lo sostenga.

È una chiesa semplice, rigorosa dove l’atmosfera medievale si percepisce tutta. Doveva essere un luogo sacro dove il silenzio ed il raccoglimento facevano innalzare più in alto la preghiera. Ad una sola navata la Chiesa di Sant’Andrea era originariamente, come tutte le chiese del primo cristianesimo e medievali, orientata, cioè con l’abside posto a oriente, ovvero dove risiedeva l’altare. Le misure della navata sono 13,85 metri di lunghezza,7,96 metri di larghezza,oltre i 6 metri di altezza. Il tetto ligneo è sorretto da 3 meravigliosi arconi trasversali che si può dire fanno corpo unico con i muri e che conferiscono una grande eleganza nella stessa semplicità costruttiva.

La luce all’interno veniva dalle 8 finestre monofore, 4 per lato della lunghezza e dal rosone bellissimo si può dire ancora ben conservato posto sopra l’ingresso ad occidente nel contesto di un bel sagrato. Il portone d’ingresso di rappresentanza, che tuttora suona di una musica medievale, è sul lato nord. Molti sono stati gli interventi di recupero della chiesa intervallati da periodi lunghi di abbandono fino a diventare ricovero per gli animali. L’ultimo intervento di restauro è stato l’opera del professore e architetto Vladimir Zoric, avvenuto negli anni ’90 con un attento recupero dei muri e col rifacimento del tetto.

Tuttavia, ad oggi, lo stato di abbandono persiste: erbacce che si infiltrano nei muri con una ben conosciuta azione infiltrante e demolitrice delle radici, incuria ovunque.



Salvatore Tolaro
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