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La biblioteca pubblica in Italia: da luogo dimenticato a centro didattico multiculturale
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Qual è il motivo per cui, nel 2018, si va in biblioteca? Perché andare in quel luogo così freddo, silenzioso, austero, istituzionale, con i corridoi simili a quelli di un ufficio o di uno studio medico, del tutto “respingente”, insomma? Quando si entra chiunque prova epidermicamente una sensazione di disagio, di adattamento forzato a uno spazio che, nel mondo di oggi, è quasi fuori dal tempo e dalla società in cui si è immersi, appena al di fuori di esso.  La risposta è semplice: la biblioteca pubblica non è più l’aurea d'istituzione culturale così come l’abbiamo sempre intesa, nel senso tradizionale, di deposito del patrimonio librario e silente rifugio per la lettura.

La biblioteca pubblica, per continuare a esistere e a esser vissuta dai cittadini, la si deve ripensare, riprogettare, rinnovare sostenibilmente.

 In questo articolo cerco di evidenziare i punti deficit di questa preziosa struttura, ed elencare dei suggerimenti per poterla trasformare in luogo utile e adatto alla contemporaneità. Ecco di seguito delle dritte:

1 -  Riorganizzazione/Riprogettazione degli spazi interni
Arredi degli ambienti più friendly e meno asettici, servizi e attività multidisciplinari differenziate, piccoli punti di conversazione o di ristoro sono imprescindibili. Il primo impatto, le emozioni e le impressioni immediate, visive e sensoriali sono - com’è ovvio in ogni cosa umana - essenziali. 

2 -  Luogo integrato di lettura, studio, ricerca, informazione e formazione dei cittadini
Come? Trasformandola in vero e proprio centro didattico multiculturale, sempre dinamico e inclusivo, facendola "uscire” dal territorio nel quale è collocata e coinvolgendo gli abitanti dei quartieri in attività diversificate, con uno sguardo specifico rivolto alle fasce sociali più deboli, ai bambini ai giovani e alla terza età, così da evitare la disgregazione sociale, extrascolastica e le disuguaglianze. 

3 - Accesso a e-book e riviste online
Grazie alle sterminate potenzialità di internet e con costi assai ridotti, sostenga energicamente l’accesso libero all’informazione per tutti, incentivando la fruizione gratuita di libri, periodici, quotidiani e, soprattutto, di e-book e risorse digitali online. Un solo esempio: la piattaforma MLOL-MediaLibraryOnLine della quale si sono dotati tanti sistemi bibliotecari italiani che, con un’immediata e gratuita registrazione, permette di prendere in prestito vari e-book al mese e consente l’accesso a migliaia e migliaia di risorse open access messe a disposizione nel web, dai repertori di immagini a quelli musicali, dai libri antichi ai video, ai corsi multimediali e-learning

4 - Luogo di presentazioni editoriali
La biblioteca pubblica realizzi costantemente, nel corso di tutto l’anno, iniziative di promozione dei libri e della lettura, in rete con le scuole e per la cittadinanza intera, dentro ma anche fuori dalle sue stanze al chiuso. Letture condivise, performance dal vivo, laboratori teatrali, musicali e di arti visive, corsi di formazione, mostre temporanee e cicli seminariali ad argomento specifico, attività di gaming per piccoli e grandi, aperitivi e cene letterarie, iniziative ludiche o legate al benessere psico-fisico ed emotivo della persona, sportelli di assistenza al cittadino e di integrazione socio-culturale: sono solo alcune delle svariate proposte che, oggi, la biblioteca potrebbe offrire. Alcune di esse potrebbero far storcere il naso ma, nell’ottica di una crescita intellettuale multiforme e variegata dei cittadini, si devono demolire preconcetti e stereotipi ancorati a un’istituzione che oggi non può più esser paragonata nemmeno a quella di un decennio fa. 

5 - Luogo di aggregazione di entità culturali
Deve avere un nuovo ruolo territoriale nell’ambito urbano in cui ricade e aggregare le comunità umane che la attorniano, quindi, dialogando con tutte le istituzioni lì presenti, pubbliche e private, innovando l’offerta culturale con l’erogazione di altri servizi, adattandoli ove e quando sia necessario. 

6 -  Luogo di identità locale
Centro propulsore di sviluppo sociale e, per conseguenza, economico-culturale del territorio: rilanciando figure di scrittori e intellettuali locali, nonché dei siti e degli oggetti connessi alla loro memorie e alle loro opere, attraverso specifiche iniziative quali letture e approfondimenti mirati, eventi e incontri a tema, itinerari e percorsi integrati – come già ben si fa, per esempio, nei “parchi letterari” o nelle “strade degli scrittori” – dilaterebbero le potenzialità di offerta turistica insita nel contesto geografico di appartenenza. Considerando la diversificazione del pubblico, degli attuali utenti e delle loro rinnovate necessità, modificando i servizi in relazione a nuovi bisogni ed esigenze, conciliando in maniera ottimale gli spazi a disposizione con risorse economiche quasi sempre, purtroppo, limitate, la biblioteca pubblica continuerà a vivere e ad essere punto di riferimento e presidio culturale della città e della sua comunità.


Carmelo Scandurra