Progetti
Teatro Verticale è un circuito itinerante di rappresentazioni e performance indipendenti, con compagnie di teatranti e musicisti non fissa, che trova luogo in spazi pubblici e case private, ma anche in fondazioni e realtà indipendenti. Un modo di fare teatro fuori dalle istituzioni che lo riguardano. Teatro Verticale nasce da una collaborazione tra De arte s.r.l. e Moondi Edizioni, il quale compito è quello di curare i testi del progetto. Il primo appuntamento intitolato Skené, è stato realizzato il 26 e il 27 giugno 2015 presso Farm Cultural Park con gli artisti del gruppo catanese Cuori Rivelati.
Skenè o- Skenè
26 e 27 Giugno 2015, Farm Cultural Park
Ideazione e realizzazione “Cuori Rivelati” Catania per Teatro Verticale Elena Rosa Sara Firrarello Davide Raciti Samantha Intelisano Benedetto Caldarella Il balcone è un altare, il sacrificio si compie nel quotidiano mostrarsi e osservare, in un sostare di presenze che si sporgono. La dialettica del nascondimento e dell’epifania dei corpi trova spazio su questo archetipo di un tabernacolo collettivo. Contenitore che funge da spazio scenico per attanti e azioni che giocano questa scena o-scena, dondolando da una skenè che copre e delimita un margine tra pubblico e privato, a una o-skenè che sostiene e sospende. L’esserci dei corpi che si aprono al rischio dell’affacciarsi, su una vetrina di antenne, piante e mutande, come un museo di feticci deportati. Luogo del sostegno o della sospensione? Luogo e non luogo, confine liminale tra la strada e la casa, corpo che abito, corpo che espongo, pelle sulla pelle, forma sulla forma. Skenè o-Skenè, un progetto di performing art i cui corpi istallati abitano uno spazio esistenziale. Come dei table vivant, la loro visione protende verso immagini vive tra un mondo interno ed uno esterno simbolicamente sospeso in una dialettica tra finzione-realtà, realtà – finzione, costretta a immaginare aree e oasi liricamente realizzabili, o reali.
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CLANG è un progetto espositivo indipendente, site specific, d’arte contemporanea e di residenza d’artista, ideato da Sasha Vinci e Martina Tolaro per via di join venture tra Associazione Pass/o (di cui facevano parte entrambi) e De Arte Produzioni s.r.l., nel dicembre 2012 presso Scicli (RG). Il progetto ebbe la durata di un anno e furono realizzate mostre, workshop, talk e residenze d’artista, presso la ex sede espositiva in via Francesco Mormino Penna 23.
Crossing Over
mostra d'arte contemporanea - 23 Dicembre 2012, SCICLI
Evento lancio di inaugurazione al progetto espositivo CLANG: collettiva di vari artisti contemporanei nazionali, art curator, blogger e spazi espositivi indipendenti.

Artisti
Rebecca Agnes, Domenico Buzzetti, Daniele Cascone, Stefano Curnia, Sasha Vinci, Doren, Giovanni Gaggia, Concetta Modica, Silvia Idili, Valentina Miorandi, Viola Mondello, Carmelo Nicotra, Persisters, Piero Roccasalvo RUB, Adriano Savà, Francesco Tagliavia, VVVB.

Critici e Art Curator
Mauro Aprile Zanetti, Valentina Lucia Barbagallo, Salvatore Davì, Federica Mariani, Giuseppe Mendolia Calella, Gloria Occhipinti, Giovanni Tidona, Martina Tolaro, M. Giovanna Virga.

Partners
BALLOON Contemporary Art & Publishing, FARM CULTURAL PARK, PASS/O, SPONGE ArteContemporanea, RAVE East Village Artist Resisdency.
Discipulos
mostra d'arte contemporanea - Aprile 2013, Scicli
Sei artisti si pronunciano per reinterpretare in veste contemporanea l’enigmatica opera del Cristo di Burgos, custodita all’interno della Chiesa di san Giovanni a Scicli, di fronte alla ex sede CLANG. Curatela di Antonio Arèvalo.

Artisti
Tiziana Cera Rosco, Giovanni Gaggia, Sasha Vinci, Eva Gerd, Marina Mauri, Plabo Rubio con speciale partecipazione esterna di Regina Josè Galindo.
Cosa vedi?
Urban Project - 17 Marzo 2013, Scicli
Identità e collettività sono le chiavi di lettura della performance urbana ‘Cosa vedi?’.

Gli artisti Sasha Vinci e Maria Grazia Galesi, muniti di wearable sculpture (‘scultura da indossare’) realizzata tramite tecnica mista con fil di ferro e fiori di campo, vagano per tutta la giornata del 17 marzo chiedendo ai passanti ‘Cosa vedi?’: domanda illusoria di denuncia ai cantieri abbandonati e al degrado urbano della cittadina.
Habitat #1 - Rebecca Agnes
residenza d'artista - Maggio 2013, Scicli
Residenza d’artista con talk introduttivo e 3 giorni di workshop, presso ex sede CLANG, insieme all’artista milanese Rebecca Agnes, a cura di Zara Audiello.
Habitat #2 - L'età del dubbio
residenza d'artista - Dal 09 Luglio al 09 Agosto 2013, Scicli
Residenza d’artista presso ex sede CLANG, con esposizione finale dei lavori delle due artiste ospitate: la siciliana Concetta Modica e la parigina Sohpie Usnier. La mostra è intitolata L’età del dubbio ed è un retaggio a Camilleri, autore favorito delle artiste.
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HeArt, mostra d'arte contemporanea è un progetto espositivo inaugurato presso il Policlinico di Catania giorno 28 dicembre 2016, e fortemente voluto dal dr. Paolo Cantaro (direttore generale Azienda Ospedaliero-Universitaria “Policlinico-Vittorio Emanuele”) e dal prof.re Corrado Tamburino (direttore del dipartimento cardio-toraco-vascolare e trapianto d’organo). È curato dal dott. Filippo Pappalardo e dalla dott.ssa Valentina Lucia Barbagallo ed ha come obiettivo di migliorare l’esperienza complessiva dell’utente che accede alla nuova struttura ospedaliera.

Le opere d'arte sono state date all’ospedale in comodato d’uso gratuito dagli stessi artisti, mettendo a disposizione dell’utenza e del personale dell’azienda ospedaliera le loro riflessioni visive sulla società e sull’uomo di oggi. 

Le opere si presentano quale sunto delle ricerche degli artisti invitati a prendere parte a questo progetto che, rifacendosi all’originario significato del termine “ospedale” inteso come luogo d’accoglienza dei forestieri e non degli ammalati, “accoglie e include” gli artisti e le loro opere come ospiti ben graditi e a lungo corteggiati.
La mostra temporanea si è svolta coerentemente con la mission dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, ed interpreta l’arte come presidio di accoglienza per la comunità d’individui che fruisce degli spazi ospedalieri, coniugando il verbo “curare” (inteso come “prendersi cura”) in senso lato, come cura del sé, di sé, degli altri e dell’altro.L’Ospedale diventa così sinonimo di comunità, territorio e identità.

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